HUMAN INTELLIGENCE LAB è un percorso formativo composto da 24 interventi di microlearning in diretta su due canali Zoom Meeting Live, moderati e interattivi.
Un laboratorio diffuso di idee e competenze in cui professionisti, docenti e testimonial si confrontano sul dialogo tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, esplorando come la tecnologia possa valorizzare le persone, migliorare la comunicazione e potenziare la capacità di analisi e decisione.
Organizzatore:
Progetto Ulisse – Rimini
Descrizione:
Un’intera mattinata per esplorare il potere dei dati e delle metriche nella gestione delle persone e delle performance.
Dall’analisi predittiva alla people analytics, fino alla misurazione dell’empatia e delle variabili motivazionali individuali.
Docenti e relatori:
Sara Perta, Lorenzo Pilia, Anna Perna, Mirco Capellini, Simone Terenziani, Federico Tassinari, Claudio Mallero, Paola Poggioli, Paolo Vallicelli
Temi principali:
In un tempo segnato da trasformazioni rapide e complesse, il capitale umano e la relazione tra le risorse umane e l’intelligenza artificiale sono al centro di una sfida che richiede più che competenze tecniche: richiede consapevolezza, leadership autentica, postura professionale e la capacità di ripensare la formazione. Questa mattinata di Live 1 si propone come uno spazio progettato per dare voce e strumenti concreti a chi opera nella gestione delle persone, nella formazione, nella leadership e nella trasformazione organizzativa.
L’AI non è più un concetto futuribile ma una presenza attiva nei processi formativi, nei sistemi di valutazione, nell’ambito della educazione continua e nella valorizzazione del talento. Tuttavia, l’innovazione tecnologica ha senso solo se è sorretta dalla centralità delle persone: dal valore che esse portano, dalla postura che adottano, dalla rete che costruiscono. In questo contesto, i quattro interventi della mattina — affidati a professionisti con competenze consolidate — affrontano il tema del valore umano da prospettive distinte ma complementari.
Si parte dal valore percepito e reale della persona in azienda (quanto “valgo”?), si passa alla scoperta della leadership oltre i comportamenti visibili, si approda all’importanza della postura professionale in contesti in cambiamento, e si conclude con la riflessione sull’impatto dell’AI nella formazione e nel ruolo del docente/allievo. L’obiettivo non è semplicemente “adottare strumenti digitali”, ma ripensare ruoli, relazioni e modalità operative in modo che tecnologia e umanità collaborino efficacemente.
Partecipando a questa Live, i professionisti avranno la possibilità di:
Questa mattinata rappresenta un vero e proprio “laboratorio di auto-riflessione e azione”: non solo contenuti, ma strumenti, stimoli, network e pratiche per attivare nella propria organizzazione un percorso di valorizzazione delle persone e di innovazione formativa. Perché, in un mondo in cui l’AI è già insita nei processi, ciò che distingue è l’intelligenza umana, la leadership autentica, la postura professionale ben calibrata e la capacità di dare significato al lavoro.
Oggi più che mai, le persone cercano benessere, equilibrio tra vita e lavoro, inclusione e coerenza con i propri valori. Allo stesso tempo, le imprese devono continuare a innovare, adattarsi e restare sostenibili in mercati dinamici e incerti.
Rispondere ai nuovi bisogni di candidati e collaboratori senza perdere competitività, è la sfida sempre più complessa che molte aziende si trovano ad affrontare.
In questo scenario, le persone sono tornate al centro dell’impresa — non come slogan, ma come realtà concreta.
Restituire profondità, autenticità e concretezza a questo concetto è la sfida che Sara Perta, Coach, Formatrice e Consulente Aziendale in ambito Risorse Umane, propone attraverso il suo intervento.
Grazie a una consolidata esperienza nel campo delle Risorse Umane, Sara, esplora il tema del valore delle persone e il ruolo dell’ingaggio come leva strategica, offrendo prospettive concrete e strumenti per trasformare questi concetti in azioni quotidiane.
L’ingaggio nasce da una relazione quotidiana tra organizzazione e persone, costruita su fiducia, riconoscimento e condivisione di valori.
Il valore di una persona non si esaurisce nella competenza tecnica o nella produttività: comprende capacità di relazione, adattabilità, spirito di collaborazione, senso di responsabilità e la fiducia che riesce a generare nel gruppo di lavoro.
In un contesto in cui l’Intelligenza Artificiale è un asset sempre più strategico, diventa quindi cruciale creare un ponte tra logiche di performance e significato, tra tecnologia e persone.
Perché un’impresa viva non si misura solo nei numeri, ma nella capacità di crescere insieme alle persone che la abitano ogni giorno.
Ogni organizzazione che aspira a essere realmente umana e innovativa deve imparare prima di tutto a vedere, riconoscere e nutrire questo valore.
Docenti e relatori:

Il titolo dell’intervento è già una metafora potente: la leadership come “partita invisibile”, fatta di intuizioni, di scelte sottili e di comportamenti che non appaiono nei report ma fanno la differenza. Lorenzo Pilia propone un approccio pragmatico e profondo alla formazione della leadership autentica, fondata su consapevolezza, coerenza e responsabilità.
La sua analisi parte da un concetto chiave: non esistono leader perfetti, ma leader autentici. Quelli che sanno riconoscere i propri limiti, valorizzare le persone e creare fiducia. L’intervento invita i partecipanti a individuare le “zone d’ombra” che ostacolano la guida efficace: automatismi comportamentali, stili relazionali difensivi, mancanza di ascolto o paura di delegare.
Attraverso esercitazioni mentali e casi reali, Pilia mostra come allenare la leadership a partire dal linguaggio, dalla presenza e dall’intelligenza emotiva. L’AI diventa in questo contesto uno specchio: uno strumento che, se ben usato, aiuta ad analizzare pattern decisionali, mappare le interazioni e migliorare la qualità del feedback.
L’obiettivo è sviluppare una leadership che non reagisce, ma agisce con intenzione. Una leadership capace di leggere il non detto, di interpretare i segnali deboli e di allenarsi continuamente al cambiamento.
La “partita invisibile” è dunque la sfida quotidiana di ogni manager, HR e formatore: quella di rendere visibile il valore delle persone attraverso comportamenti coerenti e modelli di guida consapevoli.
Docenti e relatori:

Per Anna Perna, counselor e formatrice ad approccio umanistico-gestaltico, la “postura professionale” non è solo un atteggiamento fisico, ma una vera e propria dimensione esistenziale del lavoro. Il modo in cui “stiamo” nel nostro ruolo determina la qualità delle relazioni, la capacità di adattamento e il benessere personale e collettivo.
Nel suo intervento, Anna esplora il tema della postura come strumento per affrontare il cambiamento e la complessità. La postura non è statica: è un equilibrio dinamico tra stabilità e movimento. Essere “ben piantati” nelle proprie competenze ma pronti a muoversi quando il contesto evolve.
Attraverso esercizi di consapevolezza, esempi di vita aziendale e riflessioni guidate, la relatrice aiuta i partecipanti a individuare la propria postura attuale: rigida o flessibile? chiusa o aperta? passiva o proattiva?
Nel tempo dell’intelligenza artificiale, la postura professionale diventa la chiave per non perdere il proprio baricentro umano. L’AI può supportare, amplificare, ottimizzare, ma solo se chi la utilizza è radicato in una chiara consapevolezza di sé, del proprio ruolo e del proprio impatto.
L’intervento si conclude con una riflessione ispiratrice: “Il cambiamento non si affronta resistendo, ma respirando meglio. La postura giusta è quella che ci permette di restare umani anche quando tutto cambia”.
Docenti e relatori:

Con uno stile diretto e pratico, Paola Poggioli porta i partecipanti dentro l’universo del Digital HR, mostrando come gli strumenti digitali possano semplificare e potenziare i processi di gestione delle persone.
Partendo dalla sua esperienza di consulente HR e formatrice digitale, Poggioli illustra l’integrazione delle applicazioni Microsoft 365 nei contesti aziendali come leva per una trasformazione organizzativa realmente collaborativa. Teams, Planner, Forms e SharePoint diventano gli strumenti per costruire ambienti di lavoro fluidi, trasparenti e data-driven.
L’intervento sottolinea come la digitalizzazione non debba essere vista come un fine, ma come un mezzo per rafforzare la cultura aziendale, semplificare i processi, migliorare la comunicazione interna e favorire il benessere delle persone.
Attraverso casi pratici, Paola dimostra come snellire la comunicazione, gestire onboarding digitali, percorsi di formazione in cloud e sistemi di feedback automatici. Ma soprattutto, offre una prospettiva chiara su come la digitalizzazione dei software Microsoft stia cambiando il ruolo delle risorse umane: meno operatività, più strategia.
La sua chiusura riassume la filosofia del Digital HR: “Non serve più lavorare con la tecnologia, ma dentro la tecnologia. Perché è lì che oggi vivono le persone, e dove dobbiamo imparare a farle crescere”.
Docenti e relatori:

Nel tempo della trasformazione digitale, il mondo delle risorse umane sta vivendo una delle sue più radicali rivoluzioni: la nascita della Human Intelligence Augmented, l’intelligenza umana potenziata dalle tecnologie di intelligenza artificiale.
Questa Live mattutina si colloca proprio nel punto di contatto tra persone e algoritmi, tra empatia e dati, tra intuizione e previsione. Non si tratta più solo di automatizzare processi, ma di ripensare l’intero ecosistema HR, in cui la tecnologia diventa leva per la valorizzazione delle persone, per l’inclusione e per la creazione di organizzazioni più consapevoli, efficienti e sostenibili.
L’intelligenza artificiale — da ChatGPT ai sistemi di analisi predittiva e machine learning — è ormai entrata nella quotidianità del lavoro, anche laddove non ce ne accorgiamo. I recruiter utilizzano strumenti di people analytics per individuare potenziali talenti; i manager HR impiegano assistenti digitali per redigere schede di valutazione, gestire feedback o automatizzare comunicazioni; i sistemi di formazione si evolvono in ambienti di apprendimento adattivi, capaci di riconoscere i bisogni formativi individuali e di suggerire contenuti personalizzati.
Ma questa evoluzione non è solo tecnologica: è prima di tutto culturale.
Il vero punto di svolta è comprendere come l’AI può amplificare — e non sostituire — l’intelligenza delle persone. Gli algoritmi, infatti, possono supportare le decisioni, ma non comprendono i valori; possono suggerire soluzioni, ma non sentono empatia; possono ottimizzare i processi, ma non creano fiducia. È qui che entra in gioco la “Human Intelligence” come bussola etica e strategica dell’innovazione.
La LIVE 2 di Rimini propone quattro interventi che esplorano questa sinergia da prospettive complementari:
Ogni intervento combina esperienza sul campo, visione strategica e applicazioni concrete, per offrire a HR manager, formatori, consulenti e imprenditori strumenti immediati e scenari futuri.
Nel corso della mattinata, i partecipanti saranno guidati a riflettere su temi come:
La dimensione laboratoriale di questa Live si esprimerà anche attraverso momenti di confronto e storytelling, in cui docenti e consulenti LEN porteranno casi reali, prototipi e simulazioni di strumenti digitali HR, illustrando come la tecnologia, se ben progettata, possa restituire tempo, libertà e significato alle persone.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è vista con curiosità ma anche con diffidenza, l’obiettivo è aiutare i professionisti a passare dalla paura all’opportunità, dal controllo alla collaborazione, dalla rigidità all’apprendimento continuo.
“Intelligenza artificiale per le persone e le organizzazioni” non è quindi solo un titolo, ma una dichiarazione d’intenti:
mettere la persona al centro dell’innovazione digitale, usare i dati per umanizzare i processi,
trasformare la tecnologia in strumento di crescita collettiva.
In questa prospettiva, l’AI non rappresenta un nuovo attore in competizione con l’uomo, ma un alleato capace di amplificare la capacità organizzativa, creativa e relazionale delle imprese che sanno abbracciare il cambiamento con intelligenza umana.
Questo intervento è pensato per chi lavora ogni giorno nelle Risorse Umane: responsabili HR, recruiter, formatori e chi si occupa di persone all’interno delle PMI e vuole capire come usare in modo pratico l’intelligenza artificiale.
Nel suo intervento, Paolo accompagna i partecipanti in un percorso operativo sull’uso delle piattaforme più diffuse: da ChatGPT a Copilot, fino a Claude o Gemini attraverso prompt efficaci e già testati in contesti aziendali.
Il focus è sulle applicazioni dirette dell’AI generativa nei processi HR: recruiting, gestione delle performance, analisi del clima aziendale e progettazione di percorsi formativi personalizzati. Paolo conclude con una prospettiva chiara e ottimista: “Le PMI che imparano a usare l’AI oggi costruiranno organizzazioni più consapevoli, collaborative e sostenibili domani.”
Docenti e relatori:

Claudio esplora come l’intelligenza artificiale generativa può diventare un partner creativo nella progettazione formativa.
Il suo intervento parte da un principio semplice: ogni persona apprende in modo unico, e la generative AI può finalmente adattarsi a questo riconoscimento.
Attraverso esempi concreti di prompt engineering e personalizzazione dei percorsi, mostra come costruire esperienze formative su misura, dove la tecnologia amplifica la curiosità e la capacità di analisi di chi apprende.
Ma la lezione più importante non è tecnologica: riguarda la relazione.
L’AI può generare contenuti e suggerimenti, ma non può sostituire la curiosità, la passione e la capacità del formatore di “leggere” l’aula, anche quando è virtuale. Il suo messaggio è duplice: da un lato, invita i docenti a sfruttare consapevolmente gli strumenti generativi per migliorare la qualità dell’insegnamento; dall’altro, richiama alla responsabilità di mantenere vivo il valore umano nella relazione educativa.
Docenti e relatori:

Mirco Capellini e Simone Terenziani accompagnano i partecipanti in un viaggio ironico e realistico dentro il nuovo scenario della formazione digitale.
Chi sta guidando in questa rivoluzione? Tu docente, o l’AI?
La loro “guida di sopravvivenza” non è un manuale tecnico, ma un percorso esperienziale e riflessivo per docenti, formatori e professionisti della conoscenza che vogliono rimanere rilevanti in un mondo dove l’AI sta entrando nella quotidianità.
Affronteranno temi cruciali come: la ridefinizione del ruolo del docente e la progettazione di esperienze di apprendimento e analizzeranno qualche strumento AI a supporto della professione.
Il messaggio è chiaro: “L’intelligenza artificiale non rimpiazzerà i docenti, ma solo quelli che non imparano a usarla”.
Un invito a costruire un nuovo patto educativo tra uomo e macchina, consapevole e intelligente.
Docenti e relatori:


Federico Tassinari è formatore, consulente aziendale e specialista in sviluppo organizzativo con una lunga esperienza in ambito HR e manageriale. Collabora con il Gruppo LEN come docente senior e advisor sui temi di leadership, gestione del cambiamento e innovazione organizzativa. Il suo approccio integra strumenti di analisi e sviluppo del capitale umano con una profonda attenzione all’etica del lavoro e alla cultura d’impresa.
L’intervento di Tassinari parte da una domanda chiave: “L’intelligenza artificiale valorizza davvero il lavoro umano?” e da lì costruisce una riflessione concreta sulle opportunità che la tecnologia offre per ridare centralità alle persone.
Attraverso il modello delle “4 S + 1” (Strumenti, Strategia, Sfide, Sviluppo + Soluzioni), Federico accompagna il pubblico in un percorso di consapevolezza su come l’AI possa essere un alleato nella gestione HR.
Dimostra come i sistemi di automazione possano ridurre i tempi di selezione, migliorare la qualità delle decisioni e restituire all’essere umano lo spazio per la relazione e la leadership.
Ma avverte anche del rischio opposto: una tecnologia usata senza visione può amplificare distanze, ridurre fiducia e minare la motivazione.
Il suo messaggio finale è chiaro e umano: “L’intelligenza artificiale non deve sostituire la nostra intelligenza, ma restituirle tempo e qualità”.
Docenti e relatori:

Organizzatore:
Nuova Cerform – Modena
Descrizione:
Il pomeriggio del laboratorio è dedicato alle nuove narrazioni digitali: come comunicare in modo autentico, empatico e inclusivo in un mondo connesso dall’intelligenza artificiale.
Docenti e relatori:
Rolando Cervi, Alberto Monteverdi, Elisa Bonani, Mattia Loy, Paola Ziliani, Marilena Failla, Giorgia Gallina, Pietro Fantuzzi
Temi principali:
La prima live del pomeriggio si concentra sulla dimensione etica e culturale della comunicazione.
Nel mondo contemporaneo, ogni messaggio è un atto di responsabilità: può costruire fiducia o distruggerla, può unire o dividere.
L’intelligenza artificiale entra in questo scenario come un acceleratore di possibilità, ma anche come banco di prova per l’integrità e la trasparenza delle organizzazioni.
Il laboratorio “La comunicazione come responsabilità e cultura” raccoglie le testimonianze di professionisti che operano ogni giorno tra persone, imprese e reti. L’obiettivo è restaurare la fiducia tra chi comunica e chi riceve, mostrando come sostenibilità, consapevolezza tecnologica, benessere psicologico e collaborazione siano pilastri della comunicazione autentica.
Ogni intervento è pensato come una finestra sul reale: si parte da casi concreti, si estraggono metodi e strumenti, e si chiude con takeaway pronti per l’uso.
Il tono è collaborativo, il ritmo è rapido, ma ogni parola è scelta per far emergere valori condivisi: rispetto, verità, impatto.
Quattro i protagonisti di questa sessione, in un equilibrio di voci e prospettive:
Insieme offrono un percorso che parte dall’impresa e arriva alla persona, attraversando tecnologia, linguaggio e cultura.
Rolando Cervi è un professionista della sostenibilità applicata e della comunicazione responsabile, lavora tra imprese e filiere per tradurre valori e obiettivi in pratiche concrete e misurabili.
Proviamo a cambiare prospettiva: la sostenibilità non dovrebbe essere un processo finalizzato a redigere un report, ma una cultura diffusa che abita nei luoghi dove l’impatto si produce realmente: officine, reparti, punti vendita, relazioni con fornitori e comunità. L’AI entra come abilitatore: aiuta a raccogliere dati (consumi, scarti, inefficienze), a visualizzare trend e a correlare azioni a risultati (CO₂, sicurezza, qualità). Il racconto efficace è quello che segue il ciclo dati → decisioni → comportamenti → risultati: una trama semplice, replicabile, che rende le persone protagoniste e non comparse di dinamiche calate dall’alto. La promessa finale è pragmatica: un percorso così costruito aumenta l’efficacia interna (allineamento, motivazione, retention) ed esterna (reputazione, fiducia, accesso a bandi e clienti più maturi).
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Con un background trasversale tra comunicazione, tecnologia e business, Alberto Monteverdi si occupa di gestione dell’innovazione nelle imprese culturali e creative.
L’AI generativa è arrivata nelle nostre vite senza bussare, senza istruzioni per l’uso, e pretende di cambiare le regole del gioco senza chiederci il permesso.
Una rivoluzione che promette efficienza ma genera ansia da prestazione, che automatizza ma richiede nuove competenze, di fronte alla quale stiamo reagendo in modo contraddittorio. Oscilliamo tra entusiasmo e paralisi, tra sperimentazione compulsiva e resistenza silenziosa.
Il paradosso è che per sviluppare un “AI mindset” dobbiamo prima di tutto comprendere il “mindset dell’AI”: perché non è una tecnologia come le altre. E soprattutto dobbiamo riflettere su come noi stessi ci stiamo raccontando l’AI, intrappolati tra hype delle big tech e paure spesso autogenerate.
Proviamo quindi a fare una carrellata ragionata tra notizie incalzanti, dati che non danno tregua, parole chiave che scottano. Per provare a trasformare il rumore in consapevolezza operativa, partendo dal presupposto che un’adozione equilibrata dell’AI nelle organizzazioni si gioca nella tensione tra pulsioni individuali – timori, aspettative, inerzie – e dinamiche collettive.
Struttura dell’intervento
Output pratici (takeaway)
Docenti e relatori:

Elisa Bonani è formatrice e lavora su benessere, fiducia organizzativa e prevenzione dei rischi psicosociali in trasformazioni digitali.
Automazione, ristrutturazioni, skill gap: l’AI può attivare ansia anticipatoria, cinismo, distacco emotivo. Bonani propone un modello in tre mosse: trasparenza (perché e dove introduciamo AI), coinvolgimento (co-design dei flussi con i team) e apprendimento sicuro (spazi protetti di prova ed errore). La fiducia non è un’emozione vaga: è un asset operativo che riduce conflitti, turnover e incidenti comunicativi. Gli strumenti? Micro-rituali (retrospettive, Q&A), metriche di clima a impulsi, coaching tra pari, narrative di senso che collegano tecnologia a crescita professionale, non a minaccia. La tesi: la competitività non è contro l’umano; dipende dall’umano.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Mattia Loy è un esperto di networking professionale, community design e sviluppo di ecosistemi territoriali orientati a innovazione e impatto.
Le reti non sono liste di contatti: sono infrastrutture di fiducia. Loy mostra come progettare relazioni che generano opportunità, riducono rischi e accelerano l’adozione di soluzioni AI. La rete efficace ha tre livelli: core (alleati forti), circoli di pratica (scambio tra pari), frontiera (nuove connessioni e idee). La comunicazione è il collante: rituale, riconoscente, trasparente. L’AI aiuta (analisi di interessi, mappatura competenze), ma il valore nasce dai ponti umani tra bisogni e risorse. Risultato atteso: reti che portano progetti, non solo like.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

La seconda live del pomeriggio prosegue sul terreno della comunicazione ma sposta il baricentro: dalla responsabilità alla creatività aumentata.
“Creatività, empatia e narrazione nell’era dell’AI” esplora come l’uomo possa restare al centro dei processi creativi, anche quando utilizza strumenti digitali e algoritmi generativi.
Se nella Live 1 il filo conduttore è la fiducia, qui è l’immaginazione consapevole: saper usare la tecnologia come amplificatore di visione, non come sostituto del pensiero.
Il laboratorio è costruito per intrecciare esperienza umana e innovazione tecnologica in un dialogo continuo: ogni intervento mostra come la comunicazione visiva, la progettazione didattica, l’inclusione e lo storytelling d’impresa possano diventare motori di sviluppo sostenibile e differenziazione competitiva.
Questa live rappresenta il versante più “artistico” e progettuale di Innovate Lab: parole, immagini, ritmo e sguardi si fondono in un unico linguaggio, quello dell’intelligenza narrativa.
Attraverso quattro professionisti, il laboratorio mette in scena le nuove regole del racconto contemporaneo:
Lo scopo non è solo ispirare, ma restituire strumenti concreti: checklist, canvas, micro-casi da riutilizzare in azienda.
Il filo rosso? L’AI come alleato dell’immaginazione e la comunicazione come ponte tra mondi, professioni e generazioni.
Paola lavora nella formazione a stretto contatto con studenti e studentesse e con le loro figure di riferimento: professori, professoresse, docenti, educatori, tutor. Attenta osservatrice dei contesti, delle dinamiche e dei cambiamenti che anche l’intelligenza artificiale sta portando nelle relazioni educative, propone questo intervento per riflettere sulle nuove sfide che combinano analogico e digitale.
In un tempo in cui l’intelligenza artificiale entra nelle aule, negli strumenti di lavoro e perfino nei nostri pensieri, educatori e formatori sono chiamati non a difendersi, ma a domandarsi come usarla per crescere insieme. L’AI può diventare un’occasione per affinare le nostre domande, per valorizzare i processi più che le prestazioni, per ampliare il pensiero creativo e stimolare percorsi di apprendimento più consapevoli. Restano insostituibili, però, la relazione, la presenza e la capacità di incontrare l’altro nel suo contesto umano. Educare nell’era dell’AI significa allora imparare a stare nel mondo così com’è — analogico e digitale — con curiosità, fiducia e responsabilità.
Struttura dell’intervento:
Output:
Docenti e relatori:

Marilena Failla è esperta di DEI (Diversity, Equity & Inclusion) e change management, accompagna le organizzazioni in percorsi misurabili di inclusione.”
La parità non è un obbligo reputazionale: è una strategia di performance.
Marilena Failla ci mostra l’evidenza: team eterogenei producono più soluzioni, riducono rischi di gruppo e migliorano l’aderenza ai mercati reali. L’AI può essere alleata (riduzione bias, analisi testi annunci, monitoraggio carriere) ma anche rischio (bias storici nei dati). La chiave è un ciclo di miglioramento continuo: metriche, obiettivi, trasparenza, formazione mirata. Comunicare DEI significa raccontare scelte, non slogan: cosa cambiamo, come lo misuriamo, cosa abbiamo imparato.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Giorgia Gallina è una formatrice esperta che lavora su l’importanza delle soft skill, tra le quali empatia, assertività, creatività applicate a team e progetti.
Le soft skills sono percepite come “competenze invisibili” perchè non misurabili. In realtà sono fondamentali perchè definiscono la qualità del lavoro.
Giorgia Gallina propone un’analisi dell’importanza delle competenze trasversali e come diventano strumenti indispensabili nella gestione delle relazioni professionali.
Allenare queste competenze si può! Come? attraverso alcune tecniche studiate e sperimentate che hanno portato ad ottimi risultati.
L’obiettivo è spostare le soft skill dal non misurabile-invisibile al gestibile attraverso strumenti semplici (feedback relazionale costruttivo) e routine regolari (role-play, scrittura riflessiva)
Comunicazione interna e customer experience migliorano quando le persone sentono di poter usare la propria voce.
E l’AI in tutto questo? che influenza ha? L’AI supporta il processo ma la lettura e l’analisi resta umana.
La palestra delle soft skill
Docenti e relatori:

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo di creare contenuti, Canva si afferma come uno strumento potente, intuitivo e ricco di funzionalità innovative.
In questo webinar con Pietro Fantuzzi, videomaker con oltre 20 anni di esperienza specializzato anche in grafica e fotografia, esploreremo come la creatività umana possa amplificarsi grazie all’IA, trasformando idee in progetti visivi efficaci, professionali e d’impatto.
Un appuntamento pensato per formatori, docenti, creativi e professionisti che vogliono portare le proprie competenze al livello successivo, coniugando creatività, tecnologia e comunicazione visiva.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Organizzatore:
Gruppo LEN – Parma
Descrizione:
Un’intera mattinata per esplorare il potere dei dati e delle metriche nella gestione delle persone e delle performance.
Dall’analisi predittiva alla people analytics, fino alla misurazione dell’empatia e delle variabili motivazionali individuali.
Docenti e relatori:
Davide Scalera, Francesco Gibertoni, Ivan Pastorini, Filippo Marchesan, Cosimo Rota, Enrico Rossi, Giovanni Negri, Paolo Bergamaschi
Temi principali:
La prima Live del sabato mattina esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, marketing e interpretazione dei dati, con un approccio pratico e umano.
Nel nuovo scenario digitale, analizzare non basta: serve comprendere. Le metriche diventano strumenti di ascolto, i dati diventano storie, e il marketing torna a essere un linguaggio di relazione e fiducia.
Questa sessione, pensata come laboratorio tematico di restituzione e sviluppo, mostra come la tecnologia possa potenziare la creatività, la consapevolezza e la capacità decisionale delle persone.
Davide Scalera indaga il fattore umano nel marketing contemporaneo; Francesco Gibertoni affronta l’indipendenza digitale come competenza professionale; Ivan Pastorini svela come l’AI possa trasformare i dati in performance; e Filippo Marchesan chiude con le nuove metriche della fidelizzazione.
Una Live intensa e concreta, che unisce visione, strumenti e sensibilità per dimostrare che dietro ogni dato c’è sempre una persona, e che solo leggendo le persone possiamo davvero capire i dati.
In un’epoca in cui i dati sembrano governare ogni decisione e l’intelligenza artificiale ridefinisce i confini del lavoro, il rischio più grande per le aziende e per i professionisti è dimenticare che al centro di ogni strategia, brand e performance c’è sempre una persona. L’intervento di Davide Scalera esplora come il “fattore umano” resti la leva competitiva più potente – anche (e soprattutto) in un contesto dominato da metriche, automazioni e algoritmi.
Attraverso esempi concreti tratti dal mondo del marketing e della gestione delle persone, Scalera mostra come empatia, motivazione e cultura organizzativa siano variabili misurabili, ma non sostituibili. L’obiettivo è ribaltare la prospettiva: non usare il marketing per rendere più “vendibili” le persone, ma usare le persone per rendere più autentico e sostenibile il marketing. Laddove per marketing si intende ben più di ciò che in genere si crede.
Un intervento che invita leader e professionisti a riscoprire il valore umano come principale motore di performance, innovazione e reputazione aziendale, perché nel futuro del lavoro “tutto è marketing”, ma solo l’umanità può dare senso al mercato.
Docenti e relatori:

In questo webinar Francesco Gibertoni, formatore e consulente specializzato in In-Dipendenza Digitale, affronta un tema cruciale della contemporaneità: l’uso inconsapevole di smartphone e dispositivi digitali e i rischi che questo comporta per l’equilibrio cognitivo ed emotivo dell’essere umano.
Partendo da un’analisi dei meccanismi cerebrali che regolano la produzione di dopamina e l’attivazione del circuito della ricompensa, l’intervento spiega come l’esposizione prolungata agli schermi – in media sei ore al giorno – possa generare comportamenti compulsivi e ridurre la nostra capacità di concentrazione, benessere e produttività.
Attraverso riferimenti a studi e casi reali, vengono illustrate le strategie con cui le piattaforme digitali catturano l’attenzione.
Non mancheranno i riferimenti ad alcuni strumenti pratici utili a ristabilire un rapporto più sano con la tecnologia: tecniche per il miglioramento dell’attenzione, buone pratiche comunicative per l’utilizzo della e-mail e la gestione del multitasking, l’uso delle “difficoltà volontarie” come via di crescita personale e benessere.
Docenti e relatori:

“Abbiamo una Ferrari, ma la usiamo per andare a prendere il caffè all’angolo.”
Così si riassume il paradosso dell’AI: presente ovunque, ma ancora poco sfruttata per generare una trasformazione reale. Ivan Pastorini, esperto di sicurezza informatica e gestione del rischio tecnologico, analizza le sfide legate all’adozione dell’AI e i criteri per trasformarla in valore aziendale misurabile. Il problema non è la tecnologia, ma l’assenza di una metodologia capace di guidarne l’uso in modo coerente e consapevole.
L’intervento introduce un modello fondato su tre pilastri chiave per superare questo gap:
Un intervento che delinea una strada chiara per condurre l’AI dal potenziale alla performance e trasformare l’entusiasmo in risultati concreti e misurabili.
Docenti e relatori:

Il webinar offre una prospettiva innovativa sul ruolo del venditore nell’era digitale, dove competenze analitiche e capacità relazionali devono convivere per costruire relazioni di fiducia e valore.
Il webinar accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle principali metriche digitali utili per comprendere il comportamento dei clienti, misurare il grado di engagement e ottimizzare le strategie di vendita e fidelizzazione.
Attraverso esempi pratici e strumenti concreti, Filippo Marchesan, formatore e consulente esperto in digital sales, mostrerà come interpretare i dati per anticipare i bisogni, personalizzare l’offerta e potenziare le proprie performance commerciali.
Un webinar dinamico e ricco di spunti per trasformare ogni contatto in un’opportunità di relazione duratura.
Docenti e relatori:

La seconda Live guarda al futuro del lavoro dal punto di vista delle persone e delle organizzazioni.
“Persone e dati” è il punto d’incontro tra intelligenza artificiale e intelligenza umana: come misurare senza ridurre, come analizzare senza perdere empatia.
Attraverso i contributi di Cosimo Rota, Enrico Rossi, Giovanni Negri e Paolo Bergamaschi, la sessione esplora la lettura etica dei comportamenti (people analytics), la misurazione dell’empatia nei team, la mappatura della motivazione e il nuovo equilibrio tra automazione e creatività.
Un percorso breve ma denso, che mostra come l’innovazione più potente resti quella che aiuta le persone a conoscersi meglio.
Le attuali sfide del mercato del lavoro – dalla carenza di competenze qualificate all’evoluzione delle aspettative delle persone – rendono più difficile attrarre e trattenere i talenti migliori. Oggi a fare la differenza non è solo l’offerta economica, ma la capacità di creare un’esperienza autentica e personalizzata, in cui le persone si riconoscano e desiderino crescere.
Le soluzioni di People Analytics nascono con questo obiettivo: utilizzare in modo strategico i dati per comprendere meglio le dinamiche che guidano il comportamento, la motivazione e la crescita dei dipendenti. Tradurre i dati in conoscenza consente di prendere decisioni più eque, trasparenti e basate su evidenze – un passo essenziale per anticipare tendenze, riconoscere rischi e opportunità, nonché progettare percorsi di crescita su misura.
Tuttavia, questa prospettiva porta con sé una responsabilità imprescindibile: garantire che i processi decisionali non riproducano né amplifichino bias o discriminazioni. L’uso di strumenti analitici nei processi di selezione e valutazione deve essere supportato da una solida governance dei dati e da un monitoraggio continuo dei modelli algoritmici, per assicurare che le decisioni restino eque, trasparenti e rispettose delle caratteristiche individuali di ogni persona.
Docenti e relatori:

Migliora la collaborazione, riduci i conflitti, aumenta il benessere e la produttività sul lavoro. Nelle PMI, la mancanza di dialogo tra reparti genera silos organizzativi, conflitti e dispersione di energie, con costi misurabili in assenteismo, turnover e produttività persa.
In questo webinar Enrico Rossi, consulente HR, affronta queste criticità con un metodo relazionale fondato su intelligenza emotiva, sicurezza psicologica e coordinamento trasversale, mantenendo il focus sui dati misurati dalla recente letteratura.
È possibile ricostruire fiducia, migliorare la collaborazione e trasformare reparti isolati in squadre coese, motivate e orientate ai risultati. Utilizzando strumenti mirati tra cui analisi di clima leggere e puntuali, che guidino la costruzione di workshop esperienziali e team coaching atti a sostenere il rinnovamento del mindset.
Docenti e relatori:

L’intelligenza artificiale sta trasformando il nostro modo di lavorare, imparare e comunicare, ma la sua efficacia dipende anche da fattori umani come la motivazione.
Questo intervento esplora come le variabili motivazionali influenzino il rapporto tra persone e tecnologie intelligenti. La curiosità, il senso di competenza e la fiducia personale possono spingere gli utenti a usare in modo più consapevole e creativo l’IA, mentre la mancanza di interesse o il timore di essere sostituiti possono limitarne il potenziale.
Attraverso esempi pratici e risultati di ricerca, si illustrano le modalità con cui l’IA può adattarsi ai diversi profili motivazionali, favorendo partecipazione, apprendimento continuo e benessere digitale.
L’obiettivo è comprendere come un approccio più umano alla tecnologia possa rendere l’innovazione non solo più efficiente, ma anche più significativa per le persone.
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Il webinar affronta uno dei temi più attuali della trasformazione digitale: il ruolo dell’essere umano nell’era dell’intelligenza artificiale.
Paolo Bergamaschi, CEO in ambito ricerca e selezione risorse umane, analizzerà i principi etici che devono guidare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi intelligenti, ponendo al centro la responsabilità, la trasparenza e il controllo umano sui processi decisionali automatizzati.
Attraverso esempi concreti e casi di studio, verranno illustrate le implicazioni del modello Human-in-the-Loop, in cui uomo e macchina collaborano per ottenere risultati più sicuri, equi ed efficaci.
Un appuntamento per chi vuole comprendere come coniugare innovazione, etica e valore umano.
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