Organizzatore:
Progetto Ulisse – Rimini
Descrizione:
Un’intera mattinata per esplorare il potere dei dati e delle metriche nella gestione delle persone e delle performance.
Dall’analisi predittiva alla people analytics, fino alla misurazione dell’empatia e delle variabili motivazionali individuali.
Docenti e relatori:
Sara Perta, Lorenzo Pilia, Anna Perna, Mirco Capellini, Simone Terenziani, Federico Tassinari, Claudio Mallero, Paola Poggioli, Paolo Vallicelli
Temi principali:
In un tempo segnato da trasformazioni rapide e complesse, il capitale umano e la relazione tra le risorse umane e l’intelligenza artificiale sono al centro di una sfida che richiede più che competenze tecniche: richiede consapevolezza, leadership autentica, postura professionale e la capacità di ripensare la formazione. Questa mattinata di Live 1 si propone come uno spazio progettato per dare voce e strumenti concreti a chi opera nella gestione delle persone, nella formazione, nella leadership e nella trasformazione organizzativa.
L’AI non è più un concetto futuribile ma una presenza attiva nei processi formativi, nei sistemi di valutazione, nell’ambito della educazione continua e nella valorizzazione del talento. Tuttavia, l’innovazione tecnologica ha senso solo se è sorretta dalla centralità delle persone: dal valore che esse portano, dalla postura che adottano, dalla rete che costruiscono. In questo contesto, i quattro interventi della mattina — affidati a professionisti con competenze consolidate — affrontano il tema del valore umano da prospettive distinte ma complementari.
Si parte dal valore percepito e reale della persona in azienda (quanto “valgo”?), si passa alla scoperta della leadership oltre i comportamenti visibili, si approda all’importanza della postura professionale in contesti in cambiamento, e si conclude con la riflessione sull’impatto dell’AI nella formazione e nel ruolo del docente/allievo. L’obiettivo non è semplicemente “adottare strumenti digitali”, ma ripensare ruoli, relazioni e modalità operative in modo che tecnologia e umanità collaborino efficacemente.
Partecipando a questa Live, i professionisti avranno la possibilità di:
Questa mattinata rappresenta un vero e proprio “laboratorio di auto-riflessione e azione”: non solo contenuti, ma strumenti, stimoli, network e pratiche per attivare nella propria organizzazione un percorso di valorizzazione delle persone e di innovazione formativa. Perché, in un mondo in cui l’AI è già insita nei processi, ciò che distingue è l’intelligenza umana, la leadership autentica, la postura professionale ben calibrata e la capacità di dare significato al lavoro.
Oggi più che mai, le persone cercano benessere, equilibrio tra vita e lavoro, inclusione e coerenza con i propri valori. Allo stesso tempo, le imprese devono continuare a innovare, adattarsi e restare sostenibili in mercati dinamici e incerti.
Rispondere ai nuovi bisogni di candidati e collaboratori senza perdere competitività, è la sfida sempre più complessa che molte aziende si trovano ad affrontare.
In questo scenario, le persone sono tornate al centro dell’impresa — non come slogan, ma come realtà concreta.
Restituire profondità, autenticità e concretezza a questo concetto è la sfida che Sara Perta, Coach, Formatrice e Consulente Aziendale in ambito Risorse Umane, propone attraverso il suo intervento.
Grazie a una consolidata esperienza nel campo delle Risorse Umane, Sara, esplora il tema del valore delle persone e il ruolo dell’ingaggio come leva strategica, offrendo prospettive concrete e strumenti per trasformare questi concetti in azioni quotidiane.
L’ingaggio nasce da una relazione quotidiana tra organizzazione e persone, costruita su fiducia, riconoscimento e condivisione di valori.
Il valore di una persona non si esaurisce nella competenza tecnica o nella produttività: comprende capacità di relazione, adattabilità, spirito di collaborazione, senso di responsabilità e la fiducia che riesce a generare nel gruppo di lavoro.
In un contesto in cui l’Intelligenza Artificiale è un asset sempre più strategico, diventa quindi cruciale creare un ponte tra logiche di performance e significato, tra tecnologia e persone.
Perché un’impresa viva non si misura solo nei numeri, ma nella capacità di crescere insieme alle persone che la abitano ogni giorno.
Ogni organizzazione che aspira a essere realmente umana e innovativa deve imparare prima di tutto a vedere, riconoscere e nutrire questo valore.
Docenti e relatori:

Il titolo dell’intervento è già una metafora potente: la leadership come “partita invisibile”, fatta di intuizioni, di scelte sottili e di comportamenti che non appaiono nei report ma fanno la differenza. Lorenzo Pilia propone un approccio pragmatico e profondo alla formazione della leadership autentica, fondata su consapevolezza, coerenza e responsabilità.
La sua analisi parte da un concetto chiave: non esistono leader perfetti, ma leader autentici. Quelli che sanno riconoscere i propri limiti, valorizzare le persone e creare fiducia. L’intervento invita i partecipanti a individuare le “zone d’ombra” che ostacolano la guida efficace: automatismi comportamentali, stili relazionali difensivi, mancanza di ascolto o paura di delegare.
Attraverso esercitazioni mentali e casi reali, Pilia mostra come allenare la leadership a partire dal linguaggio, dalla presenza e dall’intelligenza emotiva. L’AI diventa in questo contesto uno specchio: uno strumento che, se ben usato, aiuta ad analizzare pattern decisionali, mappare le interazioni e migliorare la qualità del feedback.
L’obiettivo è sviluppare una leadership che non reagisce, ma agisce con intenzione. Una leadership capace di leggere il non detto, di interpretare i segnali deboli e di allenarsi continuamente al cambiamento.
La “partita invisibile” è dunque la sfida quotidiana di ogni manager, HR e formatore: quella di rendere visibile il valore delle persone attraverso comportamenti coerenti e modelli di guida consapevoli.
Docenti e relatori:

Per Anna Perna, counselor e formatrice ad approccio umanistico-gestaltico, la “postura professionale” non è solo un atteggiamento fisico, ma una vera e propria dimensione esistenziale del lavoro. Il modo in cui “stiamo” nel nostro ruolo determina la qualità delle relazioni, la capacità di adattamento e il benessere personale e collettivo.
Nel suo intervento, Anna esplora il tema della postura come strumento per affrontare il cambiamento e la complessità. La postura non è statica: è un equilibrio dinamico tra stabilità e movimento. Essere “ben piantati” nelle proprie competenze ma pronti a muoversi quando il contesto evolve.
Attraverso esercizi di consapevolezza, esempi di vita aziendale e riflessioni guidate, la relatrice aiuta i partecipanti a individuare la propria postura attuale: rigida o flessibile? chiusa o aperta? passiva o proattiva?
Nel tempo dell’intelligenza artificiale, la postura professionale diventa la chiave per non perdere il proprio baricentro umano. L’AI può supportare, amplificare, ottimizzare, ma solo se chi la utilizza è radicato in una chiara consapevolezza di sé, del proprio ruolo e del proprio impatto.
L’intervento si conclude con una riflessione ispiratrice: “Il cambiamento non si affronta resistendo, ma respirando meglio. La postura giusta è quella che ci permette di restare umani anche quando tutto cambia”.
Docenti e relatori:

Con uno stile diretto e pratico, Paola Poggioli porta i partecipanti dentro l’universo del Digital HR, mostrando come gli strumenti digitali possano semplificare e potenziare i processi di gestione delle persone.
Partendo dalla sua esperienza di consulente HR e formatrice digitale, Poggioli illustra l’integrazione delle applicazioni Microsoft 365 nei contesti aziendali come leva per una trasformazione organizzativa realmente collaborativa. Teams, Planner, Forms e SharePoint diventano gli strumenti per costruire ambienti di lavoro fluidi, trasparenti e data-driven.
L’intervento sottolinea come la digitalizzazione non debba essere vista come un fine, ma come un mezzo per rafforzare la cultura aziendale, semplificare i processi, migliorare la comunicazione interna e favorire il benessere delle persone.
Attraverso casi pratici, Paola dimostra come snellire la comunicazione, gestire onboarding digitali, percorsi di formazione in cloud e sistemi di feedback automatici. Ma soprattutto, offre una prospettiva chiara su come la digitalizzazione dei software Microsoft stia cambiando il ruolo delle risorse umane: meno operatività, più strategia.
La sua chiusura riassume la filosofia del Digital HR: “Non serve più lavorare con la tecnologia, ma dentro la tecnologia. Perché è lì che oggi vivono le persone, e dove dobbiamo imparare a farle crescere”.
Docenti e relatori:

Nel tempo della trasformazione digitale, il mondo delle risorse umane sta vivendo una delle sue più radicali rivoluzioni: la nascita della Human Intelligence Augmented, l’intelligenza umana potenziata dalle tecnologie di intelligenza artificiale.
Questa Live mattutina si colloca proprio nel punto di contatto tra persone e algoritmi, tra empatia e dati, tra intuizione e previsione. Non si tratta più solo di automatizzare processi, ma di ripensare l’intero ecosistema HR, in cui la tecnologia diventa leva per la valorizzazione delle persone, per l’inclusione e per la creazione di organizzazioni più consapevoli, efficienti e sostenibili.
L’intelligenza artificiale — da ChatGPT ai sistemi di analisi predittiva e machine learning — è ormai entrata nella quotidianità del lavoro, anche laddove non ce ne accorgiamo. I recruiter utilizzano strumenti di people analytics per individuare potenziali talenti; i manager HR impiegano assistenti digitali per redigere schede di valutazione, gestire feedback o automatizzare comunicazioni; i sistemi di formazione si evolvono in ambienti di apprendimento adattivi, capaci di riconoscere i bisogni formativi individuali e di suggerire contenuti personalizzati.
Ma questa evoluzione non è solo tecnologica: è prima di tutto culturale.
Il vero punto di svolta è comprendere come l’AI può amplificare — e non sostituire — l’intelligenza delle persone. Gli algoritmi, infatti, possono supportare le decisioni, ma non comprendono i valori; possono suggerire soluzioni, ma non sentono empatia; possono ottimizzare i processi, ma non creano fiducia. È qui che entra in gioco la “Human Intelligence” come bussola etica e strategica dell’innovazione.
La LIVE 2 di Rimini propone quattro interventi che esplorano questa sinergia da prospettive complementari:
Ogni intervento combina esperienza sul campo, visione strategica e applicazioni concrete, per offrire a HR manager, formatori, consulenti e imprenditori strumenti immediati e scenari futuri.
Nel corso della mattinata, i partecipanti saranno guidati a riflettere su temi come:
La dimensione laboratoriale di questa Live si esprimerà anche attraverso momenti di confronto e storytelling, in cui docenti e consulenti LEN porteranno casi reali, prototipi e simulazioni di strumenti digitali HR, illustrando come la tecnologia, se ben progettata, possa restituire tempo, libertà e significato alle persone.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è vista con curiosità ma anche con diffidenza, l’obiettivo è aiutare i professionisti a passare dalla paura all’opportunità, dal controllo alla collaborazione, dalla rigidità all’apprendimento continuo.
“Intelligenza artificiale per le persone e le organizzazioni” non è quindi solo un titolo, ma una dichiarazione d’intenti:
mettere la persona al centro dell’innovazione digitale, usare i dati per umanizzare i processi,
trasformare la tecnologia in strumento di crescita collettiva.
In questa prospettiva, l’AI non rappresenta un nuovo attore in competizione con l’uomo, ma un alleato capace di amplificare la capacità organizzativa, creativa e relazionale delle imprese che sanno abbracciare il cambiamento con intelligenza umana.
Questo intervento è pensato per chi lavora ogni giorno nelle Risorse Umane: responsabili HR, recruiter, formatori e chi si occupa di persone all’interno delle PMI e vuole capire come usare in modo pratico l’intelligenza artificiale.
Nel suo intervento, Paolo accompagna i partecipanti in un percorso operativo sull’uso delle piattaforme più diffuse: da ChatGPT a Copilot, fino a Claude o Gemini attraverso prompt efficaci e già testati in contesti aziendali.
Il focus è sulle applicazioni dirette dell’AI generativa nei processi HR: recruiting, gestione delle performance, analisi del clima aziendale e progettazione di percorsi formativi personalizzati. Paolo conclude con una prospettiva chiara e ottimista: “Le PMI che imparano a usare l’AI oggi costruiranno organizzazioni più consapevoli, collaborative e sostenibili domani.”
Docenti e relatori:

Claudio esplora come l’intelligenza artificiale generativa può diventare un partner creativo nella progettazione formativa.
Il suo intervento parte da un principio semplice: ogni persona apprende in modo unico, e la generative AI può finalmente adattarsi a questo riconoscimento.
Attraverso esempi concreti di prompt engineering e personalizzazione dei percorsi, mostra come costruire esperienze formative su misura, dove la tecnologia amplifica la curiosità e la capacità di analisi di chi apprende.
Ma la lezione più importante non è tecnologica: riguarda la relazione.
L’AI può generare contenuti e suggerimenti, ma non può sostituire la curiosità, la passione e la capacità del formatore di “leggere” l’aula, anche quando è virtuale. Il suo messaggio è duplice: da un lato, invita i docenti a sfruttare consapevolmente gli strumenti generativi per migliorare la qualità dell’insegnamento; dall’altro, richiama alla responsabilità di mantenere vivo il valore umano nella relazione educativa.
Docenti e relatori:

Mirco Capellini e Simone Terenziani accompagnano i partecipanti in un viaggio ironico e realistico dentro il nuovo scenario della formazione digitale.
Chi sta guidando in questa rivoluzione? Tu docente, o l’AI?
La loro “guida di sopravvivenza” non è un manuale tecnico, ma un percorso esperienziale e riflessivo per docenti, formatori e professionisti della conoscenza che vogliono rimanere rilevanti in un mondo dove l’AI sta entrando nella quotidianità.
Affronteranno temi cruciali come: la ridefinizione del ruolo del docente e la progettazione di esperienze di apprendimento e analizzeranno qualche strumento AI a supporto della professione.
Il messaggio è chiaro: “L’intelligenza artificiale non rimpiazzerà i docenti, ma solo quelli che non imparano a usarla”.
Un invito a costruire un nuovo patto educativo tra uomo e macchina, consapevole e intelligente.
Docenti e relatori:


Federico Tassinari è formatore, consulente aziendale e specialista in sviluppo organizzativo con una lunga esperienza in ambito HR e manageriale. Collabora con il Gruppo LEN come docente senior e advisor sui temi di leadership, gestione del cambiamento e innovazione organizzativa. Il suo approccio integra strumenti di analisi e sviluppo del capitale umano con una profonda attenzione all’etica del lavoro e alla cultura d’impresa.
L’intervento di Tassinari parte da una domanda chiave: “L’intelligenza artificiale valorizza davvero il lavoro umano?” e da lì costruisce una riflessione concreta sulle opportunità che la tecnologia offre per ridare centralità alle persone.
Attraverso il modello delle “4 S + 1” (Strumenti, Strategia, Sfide, Sviluppo + Soluzioni), Federico accompagna il pubblico in un percorso di consapevolezza su come l’AI possa essere un alleato nella gestione HR.
Dimostra come i sistemi di automazione possano ridurre i tempi di selezione, migliorare la qualità delle decisioni e restituire all’essere umano lo spazio per la relazione e la leadership.
Ma avverte anche del rischio opposto: una tecnologia usata senza visione può amplificare distanze, ridurre fiducia e minare la motivazione.
Il suo messaggio finale è chiaro e umano: “L’intelligenza artificiale non deve sostituire la nostra intelligenza, ma restituirle tempo e qualità”.
Docenti e relatori:
