Organizzatore:
Nuova Cerform – Modena
Descrizione:
Il pomeriggio del laboratorio è dedicato alle nuove narrazioni digitali: come comunicare in modo autentico, empatico e inclusivo in un mondo connesso dall’intelligenza artificiale.
Docenti e relatori:
Rolando Cervi, Alberto Monteverdi, Elisa Bonani, Mattia Loy, Paola Ziliani, Marilena Failla, Giorgia Gallina, Pietro Fantuzzi
Temi principali:
La prima live del pomeriggio si concentra sulla dimensione etica e culturale della comunicazione.
Nel mondo contemporaneo, ogni messaggio è un atto di responsabilità: può costruire fiducia o distruggerla, può unire o dividere.
L’intelligenza artificiale entra in questo scenario come un acceleratore di possibilità, ma anche come banco di prova per l’integrità e la trasparenza delle organizzazioni.
Il laboratorio “La comunicazione come responsabilità e cultura” raccoglie le testimonianze di professionisti che operano ogni giorno tra persone, imprese e reti. L’obiettivo è restaurare la fiducia tra chi comunica e chi riceve, mostrando come sostenibilità, consapevolezza tecnologica, benessere psicologico e collaborazione siano pilastri della comunicazione autentica.
Ogni intervento è pensato come una finestra sul reale: si parte da casi concreti, si estraggono metodi e strumenti, e si chiude con takeaway pronti per l’uso.
Il tono è collaborativo, il ritmo è rapido, ma ogni parola è scelta per far emergere valori condivisi: rispetto, verità, impatto.
Quattro i protagonisti di questa sessione, in un equilibrio di voci e prospettive:
Insieme offrono un percorso che parte dall’impresa e arriva alla persona, attraversando tecnologia, linguaggio e cultura.
Rolando Cervi è un professionista della sostenibilità applicata e della comunicazione responsabile, lavora tra imprese e filiere per tradurre valori e obiettivi in pratiche concrete e misurabili.
Proviamo a cambiare prospettiva: la sostenibilità non dovrebbe essere un processo finalizzato a redigere un report, ma una cultura diffusa che abita nei luoghi dove l’impatto si produce realmente: officine, reparti, punti vendita, relazioni con fornitori e comunità. L’AI entra come abilitatore: aiuta a raccogliere dati (consumi, scarti, inefficienze), a visualizzare trend e a correlare azioni a risultati (CO₂, sicurezza, qualità). Il racconto efficace è quello che segue il ciclo dati → decisioni → comportamenti → risultati: una trama semplice, replicabile, che rende le persone protagoniste e non comparse di dinamiche calate dall’alto. La promessa finale è pragmatica: un percorso così costruito aumenta l’efficacia interna (allineamento, motivazione, retention) ed esterna (reputazione, fiducia, accesso a bandi e clienti più maturi).
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Con un background trasversale tra comunicazione, tecnologia e business, Alberto Monteverdi si occupa di gestione dell’innovazione nelle imprese culturali e creative.
L’AI generativa è arrivata nelle nostre vite senza bussare, senza istruzioni per l’uso, e pretende di cambiare le regole del gioco senza chiederci il permesso.
Una rivoluzione che promette efficienza ma genera ansia da prestazione, che automatizza ma richiede nuove competenze, di fronte alla quale stiamo reagendo in modo contraddittorio. Oscilliamo tra entusiasmo e paralisi, tra sperimentazione compulsiva e resistenza silenziosa.
Il paradosso è che per sviluppare un “AI mindset” dobbiamo prima di tutto comprendere il “mindset dell’AI”: perché non è una tecnologia come le altre. E soprattutto dobbiamo riflettere su come noi stessi ci stiamo raccontando l’AI, intrappolati tra hype delle big tech e paure spesso autogenerate.
Proviamo quindi a fare una carrellata ragionata tra notizie incalzanti, dati che non danno tregua, parole chiave che scottano. Per provare a trasformare il rumore in consapevolezza operativa, partendo dal presupposto che un’adozione equilibrata dell’AI nelle organizzazioni si gioca nella tensione tra pulsioni individuali – timori, aspettative, inerzie – e dinamiche collettive.
Struttura dell’intervento
Output pratici (takeaway)
Docenti e relatori:

Elisa Bonani è formatrice e lavora su benessere, fiducia organizzativa e prevenzione dei rischi psicosociali in trasformazioni digitali.
Automazione, ristrutturazioni, skill gap: l’AI può attivare ansia anticipatoria, cinismo, distacco emotivo. Bonani propone un modello in tre mosse: trasparenza (perché e dove introduciamo AI), coinvolgimento (co-design dei flussi con i team) e apprendimento sicuro (spazi protetti di prova ed errore). La fiducia non è un’emozione vaga: è un asset operativo che riduce conflitti, turnover e incidenti comunicativi. Gli strumenti? Micro-rituali (retrospettive, Q&A), metriche di clima a impulsi, coaching tra pari, narrative di senso che collegano tecnologia a crescita professionale, non a minaccia. La tesi: la competitività non è contro l’umano; dipende dall’umano.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Mattia Loy è un esperto di networking professionale, community design e sviluppo di ecosistemi territoriali orientati a innovazione e impatto.
Le reti non sono liste di contatti: sono infrastrutture di fiducia. Loy mostra come progettare relazioni che generano opportunità, riducono rischi e accelerano l’adozione di soluzioni AI. La rete efficace ha tre livelli: core (alleati forti), circoli di pratica (scambio tra pari), frontiera (nuove connessioni e idee). La comunicazione è il collante: rituale, riconoscente, trasparente. L’AI aiuta (analisi di interessi, mappatura competenze), ma il valore nasce dai ponti umani tra bisogni e risorse. Risultato atteso: reti che portano progetti, non solo like.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

La seconda live del pomeriggio prosegue sul terreno della comunicazione ma sposta il baricentro: dalla responsabilità alla creatività aumentata.
“Creatività, empatia e narrazione nell’era dell’AI” esplora come l’uomo possa restare al centro dei processi creativi, anche quando utilizza strumenti digitali e algoritmi generativi.
Se nella Live 1 il filo conduttore è la fiducia, qui è l’immaginazione consapevole: saper usare la tecnologia come amplificatore di visione, non come sostituto del pensiero.
Il laboratorio è costruito per intrecciare esperienza umana e innovazione tecnologica in un dialogo continuo: ogni intervento mostra come la comunicazione visiva, la progettazione didattica, l’inclusione e lo storytelling d’impresa possano diventare motori di sviluppo sostenibile e differenziazione competitiva.
Questa live rappresenta il versante più “artistico” e progettuale di Innovate Lab: parole, immagini, ritmo e sguardi si fondono in un unico linguaggio, quello dell’intelligenza narrativa.
Attraverso quattro professionisti, il laboratorio mette in scena le nuove regole del racconto contemporaneo:
Lo scopo non è solo ispirare, ma restituire strumenti concreti: checklist, canvas, micro-casi da riutilizzare in azienda.
Il filo rosso? L’AI come alleato dell’immaginazione e la comunicazione come ponte tra mondi, professioni e generazioni.
Paola lavora nella formazione a stretto contatto con studenti e studentesse e con le loro figure di riferimento: professori, professoresse, docenti, educatori, tutor. Attenta osservatrice dei contesti, delle dinamiche e dei cambiamenti che anche l’intelligenza artificiale sta portando nelle relazioni educative, propone questo intervento per riflettere sulle nuove sfide che combinano analogico e digitale.
In un tempo in cui l’intelligenza artificiale entra nelle aule, negli strumenti di lavoro e perfino nei nostri pensieri, educatori e formatori sono chiamati non a difendersi, ma a domandarsi come usarla per crescere insieme. L’AI può diventare un’occasione per affinare le nostre domande, per valorizzare i processi più che le prestazioni, per ampliare il pensiero creativo e stimolare percorsi di apprendimento più consapevoli. Restano insostituibili, però, la relazione, la presenza e la capacità di incontrare l’altro nel suo contesto umano. Educare nell’era dell’AI significa allora imparare a stare nel mondo così com’è — analogico e digitale — con curiosità, fiducia e responsabilità.
Struttura dell’intervento:
Output:
Docenti e relatori:

Marilena Failla è esperta di DEI (Diversity, Equity & Inclusion) e change management, accompagna le organizzazioni in percorsi misurabili di inclusione.”
La parità non è un obbligo reputazionale: è una strategia di performance.
Marilena Failla ci mostra l’evidenza: team eterogenei producono più soluzioni, riducono rischi di gruppo e migliorano l’aderenza ai mercati reali. L’AI può essere alleata (riduzione bias, analisi testi annunci, monitoraggio carriere) ma anche rischio (bias storici nei dati). La chiave è un ciclo di miglioramento continuo: metriche, obiettivi, trasparenza, formazione mirata. Comunicare DEI significa raccontare scelte, non slogan: cosa cambiamo, come lo misuriamo, cosa abbiamo imparato.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:

Giorgia Gallina è una formatrice esperta che lavora su l’importanza delle soft skill, tra le quali empatia, assertività, creatività applicate a team e progetti.
Le soft skills sono percepite come “competenze invisibili” perchè non misurabili. In realtà sono fondamentali perchè definiscono la qualità del lavoro.
Giorgia Gallina propone un’analisi dell’importanza delle competenze trasversali e come diventano strumenti indispensabili nella gestione delle relazioni professionali.
Allenare queste competenze si può! Come? attraverso alcune tecniche studiate e sperimentate che hanno portato ad ottimi risultati.
L’obiettivo è spostare le soft skill dal non misurabile-invisibile al gestibile attraverso strumenti semplici (feedback relazionale costruttivo) e routine regolari (role-play, scrittura riflessiva)
Comunicazione interna e customer experience migliorano quando le persone sentono di poter usare la propria voce.
E l’AI in tutto questo? che influenza ha? L’AI supporta il processo ma la lettura e l’analisi resta umana.
La palestra delle soft skill
Docenti e relatori:

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo di creare contenuti, Canva si afferma come uno strumento potente, intuitivo e ricco di funzionalità innovative.
In questo webinar con Pietro Fantuzzi, videomaker con oltre 20 anni di esperienza specializzato anche in grafica e fotografia, esploreremo come la creatività umana possa amplificarsi grazie all’IA, trasformando idee in progetti visivi efficaci, professionali e d’impatto.
Un appuntamento pensato per formatori, docenti, creativi e professionisti che vogliono portare le proprie competenze al livello successivo, coniugando creatività, tecnologia e comunicazione visiva.
Struttura dell’intervento
Docenti e relatori:
